Reddito di cittadinanza – Stretta del governo sugli immigrati, sempre più difficile ottenerlo

L’aula del Senato ha approvato il decreto legge su Reddito di cittadinanza e quota 100 introducendo diverse novità. Il provvedimento passa ora alla Camera, dove dovrebbero essere sciolti i nodi rimasti nel primo passaggio parlamentare

Il decreto legge approvato, prevede una stretta sugli immigrati che vorranno ottenere il reddito di cittadinanza. Dovranno produrre una certificazione, rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, sui requisiti di reddito e patrimoniali e sulla composizione del nucleo familiare. La certificazione deve essere presentata in una versione tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana (che ne attesta la conformità all’originale). Sono esclusi dalla certificazione i soggetti aventi lo status di rifugiato politico.

In altre parole, per quanto riguardo i marocchini che vorranno ottenere il reddito di cittadinanza. Dovranno dimostrare il loro stato patrimoniale in Marocco, attraverso dai certificati che possono essere chiesti presso i consolati marocchini presente sul territorio italiano, o presso le autorità competente in Marocco.

 

La residenza in Italia da 10 anni come primo requisito

Quando si parla di reddito di cittadinanza per immigrati non va dimenticato che anche gli stranieri devono rispettare il requisito, già presente nel decreto e valido per tutti i cittadini, di essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due devono registrare una presenza continuativa.

Esistevano già, dunque, condizioni che non mettevano gli immigrati in una posizione di privilegio rispetto ai cittadini italiani ma per la Lega Nord non erano sufficienti, visto che è stato necessario modificare il testo iniziale in modo che si alzassero nuove barriere contro l’integrazione degli stranieri, integrazione che sarebbe in questo caso di tipo economico e sociale.

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