Denunciò per stupro il rapper marocchino. Minacce di morte alla giovane francese

La vita di Laura Prioul è diventata un inferno da quando l’anno scorso ha denunciato per violenza sessuale il rapper marocchino Saad Lamjarred, molto popolare tra Parigi e il Maghreb. La 21enne francese sarebbe stata stuprata e picchiata dal cantante in un hotel parigino e poi trovata mezza nuda e ferita in un corridoio. A differenza di ciò che è accaduto nelle ultime settimane a tante vittime di molestie dopo il caso Weinstein, Laura non ha ricevuto solidarietà, ma è stata sommersa di insulti sul web e tanti fan del rapper l’hanno persino minacciata di morte.

Chiusa in casa

A causa delle minacce Laura, che lavora nel settore alberghiero e della ristorazione, è stata attaccata sui social e ogni volta che esce di casa ha paura di essere riconosciuta e aggredita di persona: «Pagherai per questo, morirai – recita una delle tante minacce ricevute dalla ragazza e pubblicate dal New York Times -. Stiamo per uccidere tua madre davanti ai tuoi occhi». Lo scorso 12 novembre Laura ha pubblicato un video online nel quale racconta in lacrime l’aggressione nell’hotel francese, le botte e la violenza sessuale: «Non accetterò mai i soldi per ritirare la denuncia – dichiara nel filmato -. Voglio che quella persona finisca dietro le sbarre».

Grande clamore

Il caso ha sollevato grande clamore nel mondo arabo. Secondo i media ufficiali marocchini il famoso rapper 32enne (il videoclip della sua canzone Lam3allem ha ottenuto più di mezzo miliardo di visualizzazioni su YouTube) ha ricevuto anche la solidarietà di re Mohammed VI, che lo ha aiutato a trovare una squadra di legali in Francia. In seguito alla denuncia, Lamjarred è stato arrestato e ha trascorso diversi mesi di detenzione a Parigi prima di essere liberato su cauzione ad aprile, ma si è sempre dichiarato innocente. Dopo il caso francese, altre due donne in Marocco sono uscite allo scoperto e hanno presentato denunce per aggressione sessuale poi ritirate a causa di «forti pressioni». Lamjarred era finito in carcere già nel 2010 a New York per lo stesso reato: liberato su cauzione, era poi riuscito a tornare in Marocco. La settimana in cui Laura Prioul ha pubblicato il video, Lamjarred è apparso sulla copertina della rivista marocchina «Version Homme» in posa davanti alla Torre Eiffel. Nell’intervista del magazine, ha detto di non poter parlare della vicenda «per rispetto della Corte che lo giudicherà».

La battaglia legale

Gli avvocati i di Lamjarred hanno rifiutato di commentare il filmato dell’accusatrice: il legale Éric Dupond-Moretti si è limitato a dichiarare all’edizione maghrebina dell’Huffington Post che il video non «lo interessa» e che «la giustizia non dovrebbe essere ricercata con i filmati o su Internet». In Marocco tanti fan credono all’innocenza del rapper, ma c’è chi contesta: «Questo caso è un piccolo riassunto della realtà del nostro Paese – ha dichiarato al New York Times Saida Kouzzi, socio fondatore dell’organizzazione non governativa Mobilizing for Rights Associates -. Possiamo essere tolleranti nei confronti dello stupro e dimenticare tutti i valori morali e religiosi quando si tratta di uomini, mentre non siamo disposti a proteggere le donne».

fonte Il corriere

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