Marocco, ressa alla distribuzione di farina di un ente di beneficenza: 17 morti nella calca

Avevano viaggiato per chilometri per raggiungere un villaggio sperduto del Marocco devastato dalla siccità, per una sola ragione: accedere a una seppur piccola razione di farina durante una distribuzione di generi alimentari organizzata a Sidi Boulaalam, nella regione di Essaouira. Quell’omaggio, offerto in un souk, era un’opportunità importante, soprattutto per donne, anziani e bambini, per portare cibo alle loro famiglie affamate che avevano lasciato a casa. Una possibilità trasformata in tragedia, visto che almeno 17 persone sono morte, schiacciate dalla folla che si è accalcata per accedere alle razioni prima che terminassero. Un disastro in una piccola città scatenato da un disastro ancora più grande: la siccità che sta colpendo il Marocco.

Cosa abbia scatenato la tragedia è ancora poco chiaro: video e foto hanno mostrato una ressa tra persone che affollano le vie del mercato. Nessuna via di fuga e solo quattro agenti a sorvegliare quella massa informe di persone. Un testimone ha raccontato che erano accorsi in centinaia alla distribuzione annuale indetta per beneficenza. «La gente ha iniziato a spingere, hanno abbattuto le barriere e persino le autorità locali sono state travolte. Le persone a terra venivano schiacciate, mentre gli altri continuavano la loro corsa per il cibo». L’insegnante Manar Khouda ha aggiunto che «solo quattro agenti erano presenti per gestire quel caos». Il bilancio provvisorio è di 17 morti e oltre 40 feriti. Il ministero dell’Interno ha aperto un’inchiesta. Il Re Mohammed VI ha annunciato che verranno aiutate tutte le persone coinvolte nell’incidente e che pagherà il ricovero in ospedale per i feriti e le spese per i funerali delle vittime.

Emergenza siccità. La nazione nordafricana è vittima di una grave siccità che sta avendo un effetto devastante sull’agricoltura. Il governo marocchino è da tempo alla ricerca di risposte alla siccità nel Paese, che ha decimato gli ultimi due raccolti. L’anno scorso, secondo il World Grain, si è registrata la produzione di grano e orzo più bassa dell’ultimo decennio: una scarsità dovuta a «insufficienti precipitazioni durante la stagione della semina e alla mancanza di pioggia durante i mesi critici di febbraio e marzo». Il grano è un alimento base in Marocco e in altri Paesi del Nord Africa. Un marocchino consuma in media più di 200 chili di grano ogni anno, uno dei più alti tassi pro capite del mondo. Il Paese irriga solo il 10% circa della propria terra, lasciando il resto alla “buona volontà” di Madre Natura.

Le soluzioni. L’anno scorso, durante le prime fasi della siccità, il Re aveva provato a rivolgersi a un’ancestrale pratica nel tentativo di salvare le colture del Marocco: la preghiera. Il 2° venerdì di gennaio ha guidato le preghiere della pioggia, ma i risultati non sono stati quelli sperati. Per gli esperti il governo ha bisogno di pensare a soluzioni agricole concrete: una maggiore irrigazione, una migliore gestione della crescita della popolazione e una migliore purificazione dell’acqua già nelle condutture idriche. La mancanza di acqua sta avendo un effetto a catena sul prodotto interno lordo e sulla sicurezza del Paese, mentre Charafat Afailal, segretario di Stato, ha annunciato che un cambiamento è necessario: «La questione dell’acqua è sempre stata una priorità per il Marocco, ma oggi, dopo due anni di siccità, dobbiamo ingranare una marcia in più».

fonte ilmessaggero

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