Yasmine Bloccata all’aeroporto di Milano: “Sei marocchina, niente viaggio studi”

L’aereo ha già preso il volo per Londra; Yasmine Aoubayen, 11 anni, è rimasta a terra, a Milano insieme ai suoi sogni di bambina e quello che doveva essere il suo primo viaggio da grande. E’ extracomunitaria pur se nata in Italia, senza visto non può spostarsi. Storia di ordinaria disintegrazione, se non fosse per alcuni fattori significativi che dovrebbero essere materiale utile per il legislatore che proprio in questi giorni discute sull’ approvazione della nuova legge sulla cittadinanza.

Si dirà che è risaputo che per i cittadini extracomunitari l’accesso alla Gran Bretagna è possibile solo dopo il rilascio del visto. Già, ma per maestre e compagni di classe Yasmine non è mai stata percepita come extracomunitaria. Era semplicemente una di loro, altrimenti si sarebbero attivati immediatamente a richiedere il visto per tempo e averla in volo per Londra. Che non fosse italiana glielo ha fatto scoprire la burocrazia per la procedura dell’organizzazione del viaggio. La corsa contro il tempo dei genitori e le maestre tra questura, ambasciate e consolati non è servita a nulla. Ormai era troppo tardi, la famiglia di Yasmine si è dovuta rassegnare perdendo i soldi del viaggio studi, 700 euro, ma ancora peggio, la serenità.

“Io mi sento italiana, non parlo nemmeno bene la lingua dei miei genitori – racconta – Questa esperienza mi ha deluso molto ma me ne farò una ragione. Aspettavo da tanto questo giorno, per poter andare a Londra e migliorare il mio inglese” . Yasmine è tra le più brave della classe, ha una media del 9 e nonostante la giovanissima età, dimostra di avere le idee chiare sul suo futuro: “Per me l’inglese è fondamentale, dice, perché quando sarò grande vorrei andare a studiare in Inghilterra dove ci sono le università più prestigiose, e vorrei tanto andare ad Oxford. Quest’anno non ce l’ho fatta per questo disguido ma certamente il prossimo anno ci andrò.”

La mamma Naima, proveniente da una zona rurale del Marocco, si dice disposta a spendere tutto ciò che guadagna per lo studio della figlia: ”Per me andare a scuola nel villaggio dove abitavo era quasi impossibile, mi sono fermata all’età di 12 anni non avendo i mezzi per continuare. Per mia figlia, che ha un predisposizione e passione per lo studio, vorremmo un futuro diverso, per poter arrivare dove noi non siamo riusciti”. Intanto, la piccola Yasmine continua a divorare libri, che sono la sua passione provando a lasciarsi alle spalle la delusione del viaggio studi mancato: “Leggo almeno 3 libri al mese”. Usi i social network? “No, non mi piace perdere tempo in quelle cose, sono appassionata di lettura e adesso ho aperto anche una sfida con un mio compagno che in questi mesi ha letto ben 42 libri. Io voglio superarlo, racconta sorridendo.”

La storia di Yasmine appartiene al grande libro delle seconde generazioni: ragazze e ragazzi nati e cresciuti nel nostro paese, che siedono sui banchi di scuola con i nostri figli, i quali a loro volta che li percepiscono con naturalezza. Yasmine, 11 anni, nata in Italia da genitori marocchini è consapevole della sua italianità, oggi poteva e doveva essere in quel volo per Londra, per studiare l’inglese insieme ai suoi compagni . Non è riuscita a salirci per la pigrizia politica che non accetta il cambiamento nemmeno quando è risorsa. Fortuna nostra però, che Yasmine, come tantissimi figli di immigrati nel nostro paese, è ambiziosa e ha d’esempio la storia di emigrazione dei suoi genitori che le dà la giusta grinta per andare avanti nonostante gli ostacoli, per raggiungere i suoi sogni, anche per loro. Oggi è un corso d’inglese, in attesa della cittadinanza per conoscere il mondo.

fonte lastampa

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