Pogba: “Gli attentati sono una follia, la religione non c’entra nulla. Questo non è l’Islam”

LONDRA – “Uccidere un uomo è qualcosa di folle, la religione non c’entra nulla. Questo non è l’Islam e lo sanno tutti, non solo io”. Paul Pogba esce allo scoperto in una lunga intervista rilasciata al magazine Esquire, attaccando duramente gli attentati terroristici che stanno seminando il panico in giro per l’Inghilterra. “L’attentato di Manchester è stato un momento molto difficile ma questa città non può arrendersi, non possiamo lasciarli vincere. Dobbiamo lottare, perché le cose tristi accadono ma non bisogna smettere di vivere. Nessuno può uccidere un altro essere umano”.

“Quando è morto mio padre ho capito che la vita va goduta fino in fondo, perché scorre via veloce e in un attimo non ci sei più. Mio papà era un uomo molto forte, anche molto testardo ma era un uomo buono e divertente e sono orgoglioso di essere suo figlio”. Dopo gli anni a Torino, Pogba è tornato a Manchester (che aveva lasciato nel 2012) e il francese – il calciatore più caro nella storia – ricorda i suoi inizi con sir Alex Ferguson: “Nei primi tempi è stata dura, io non capivo una parola di quello che dicevano i miei compagni e sir Alex Ferguson, per via del loro accento e dicevo loro, ‘parlate piano'”, ci scherza su oggi il francese che ricorda di essere voluto andare via “per giocare. Questa era l’unica cosa che volevo. Anche se ero giovane, sapevo che era arrivato il mio momento e non volevo aspettare, anche se mia madre me lo aveva detto che un giorno sarei ritornato”, ricorda Pogba a cui non pesa l’etichetta di calciatore più costoso al mondo: “Non ha condizionato le mie prestazioni anche perché me ne sono dimenticato dopo una settimana, magari erano gli altri che ne parlavano”.

TRE TROFEI, SOLO L’INIZIO – Nell’intervista l’ex Juventus parla anche del ritorno all’Old Trafford e di una stagione fatta di alti (l’Europa League vinta) e bassi (6/o in Premier e fuori dalla Champions League): “Accetto chi dice che non abbiamo giocato bene, dicono che siamo la peggiore squadra del mondo? Ok, ma abbiamo vinto tre trofei e questo è tutto quello che so, e questo è tutto ciò che conta. Puoi essere la migliore squadra del mondo, puoi giocare un grande calcio ma vincere trofei zero, poi chi ti ricorda?”. Le ultime battute sul futuro professionale (“Mi piacerebbe recitare e diventare il nuovo Denzel Washington”) e privato (“Spero un giorno di avere dei figli e una moglie, quando sarà il momento giusto troverò la donna giusta”).

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