Irqa: Mosul è stata liberata dall’esercito iracheno dall’isis. E’ Festa nelle strade.

Dal nostro inviato ERBIL – Alla fine il governo iracheno ha deciso che l’attesa non poteva durare oltre e decide di celebrare la «vittoria» contro Isis scacciato finalmente da Mosul. Non importa che i jihadisti fanatici del Califfato siano ancora pronti a combattere in alcuni palazzi del centro, come del resto a Tal Afar e nella fitta rete di cittadine e villaggi che portano al confine siriano.

Il premier Haider al Abadi è venuto apposta da Bagdad per dichiarare ufficialmente la sconfitta di Isis nella seconda città del Paese. Il 17 ottobre, quando l’offensiva era iniziata, prometteva che la vittoria sarebbe arrivata entro il 31 dicembre. A questo punto ogni giorno di ritardo, ogni rinvio stava diventando un segno di debolezza e persino di impotenza. Dunque vittoria sia.

Indubbiamente segna un passo importante sulla via dello smantellamento della dimensione territoriale di Isis, elemento questo che lo ha sempre differenziato da Al Qaeda e dagli altri movimenti estremisti islamici. Il prossimo passo rilevante sarà la sconfitta di Isis nella sua capitale siriana di Raqqa. Ma intano Mosul è ridotta a cumuli di rovine, con quasi un milione dei suoi abitanti trasformati in poveri sfollati. E soprattutto rimane più viva che mai la sfida più importante: riuscirà il governo a maggioranza sciita che domina a Bagdad dal 2004 a reintegrare le minoranze sunnite, a dare loro dignità e partecipazione alla vita politica e sociale del Paese. A giudicare dal modo con cui le milizie sciite e le unità sciite dell’esercito iracheno trattano i civili sunniti di Mosul il dubbio è per lo meno lecito. Ma i pericoli sono grandi. La sconfitta di Mosul e le sofferenze delle sua popolazione potrebbero porre le basi per un secondo Isis più pericoloso e radicale del precedente.

fonte Il corriere

Potrebbe interessarti anche