Falsi matrimoni per il permesso di soggiorno: 70 persone nei guai

Una volta consumati gli iter burocratici, l’amore svaniva e fioccavano le richieste di divorzio.

Sono almeno ventuno le unioni sospette su cui hanno indagato i carabinieri di Battipaglia, in provincia di Salerno. E hanno scoperto un vero e proprio network gestito da due donne che era specializzato nell’unire “cuori solitari” interessati più a ottenere i permessi per vivere in Italia che a trovar moglie.

Sono settanta le persone finite sotto inchiesta. Secondo le indagini, per ottenere di impalmare una sposa consenziente, i migranti (per lo più di nazionalità marocchina) arrivavano a sborsare cifre tra i 5mila e i 10mila euro. I matrimoni venivano celebrati nei comuni della zona, ma in un caso gli inquirenti hanno scoperto che la rete era arrivata a spingersi per i loro affari persino in provincia di Varese, nel centro di Marchirolo.

L’organizzazione si sarebbe occupata di tutti i dettagli, dagli incartamenti burocratici fino al reperimento dei testimoni nuziali che, con ogni probabilità, erano al corrente degli affari della singolare “agenzia” matrimoniale.

A far saltare il “gioco” è stato il numero spropositato di anomalie scoperte. Anche perchè, nella maggioranza dei casi, una volta ottenuti permesso di soggiorno e autorizzazioni a stabilirsi in Italia, i “mariti” e le “mogli” presentavano repentine richieste di divorzio.

L’indagine ha coinvolto, a vario titolo e in posizioni differenti, ben settanta persone. Una di loro è finita in carcere, un’altra ai domiciliari mentre per altri cinque indagati è scattato l’obbligo di dimora nei comuni di residenza. Sessantatré persone, infine, risultano indagate a piede libero.

fonte ilgiornale

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