Mosul, donna estratta viva dalle macere dopo il suo funerale

Dopo che l’edificio in cui si trovava era crollato a seguito di un bombardamento, nessuno nutriva più alcuna speranza di ritrovarla in vita e per questo si erano svolti anche i suoi funerali ma lei invece ha resistito per giorni sotto le macerie fino a che i soccorritori non l’hanno tirata fuori ancora in vita. È incredibile storia di una donna irachena residente a Mosul, l’84enne Naima Mohammed, che sarebbe rimasta sepolta per circa una settimana sotto un cumulo di macerie e riportata in superficie viva e in discrete condizioni di salute solo dopo il rito funebre voluto dai parenti.

Secondo quanto riferisce la tv satellitare curda Rudaw, che ha raccontato la storia postando anche un video del salvataggio, l’anziana sarebbe stata usata come scudo umano dai jihadisti insieme ad altre decine di persone nella parte occidentale della città irachena. Per questo sarebbe finita sotto i bombardamenti della coalizione anti Isis finendo nella condizione estrema di sepolta viva. I missili non hanno lasciato scampo agli ostaggi che sono tutti morti, a parte la donna. Comprensibile quindi la sorpresa di soccorritori e parenti quando hanno sentito la donna che chiamava aiuto da sotto le rovine sette giorni dopo i bombardamenti.

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“Quando siamo arrivati sul posto abbiamo trovato la casa completamente distrutta, c’era un odore forte per la presenza di una trentina di cadaveri, tutti civili”, ha detto Akram Ibrahim, un soldato curdo dell’esercito iracheno e abitante di Mosul che ha anche filmato il salvataggio. “In un primo momento ho creduto che fosse morta ma poi ho notato che il corpo si muoveva lentamente” ha aggiunto l’uomo. La famiglia , dando per certa la sua morte, “aveva celebrato i funerali ma quando l’hanno vista viva, sono scoppiati a piangere di gioia”, ha riferito il soldato.

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