Chefchaouen, la città azzurra del Marocco

Chefchaouen, la città azzurra del Marocco

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Nella regione di Tangeri-Tetouan-Al Hoceima, a nordest del Marocco, sorge la città di Chefchaouen, capoluogo della provincia omonima. Rimasta “segreta” fino agli anni ’50 a causa della sua sacralità che ne impediva l’accesso agli stranieri, attira oggi un buon flusso di turisti. Il motivo è evidente a una prima occhiata. La medina (la città vecchia) di Chefchaouen è interamente dipinta di azzurro. Non solo i muri, ma anche le finestre, le porte, le fontane, le strade. Sembra di essere finiti in una città marina o celeste. Sul perché di questa colorazione, ci sono diverse ipotesi. Si dice che la tonalità blu sia stata scelta per tenere lontane le zanzare, grazie al suo evocare la tinta dell’acqua. Ma si ipotizza anche che furono gli ebrei fuggiti dal nazismo a scegliere questo colore, in quanto associato al paradiso. Quale che sia la motivazione, lo spettacolo è incredibilmente suggestivo. Fondata nel 1471 e situata nella cornice montuosa del Rif, Chefchaouen è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Osservandola, si potrà notare una fusione del mondo marocchino e di quello andaluso. Questo perché i suoi abitanti sono discendenti dei musulmani e degli ebrei fuggiti dall’Andalusia nella metà del 1400. Soprattutto la parte antica della città, con le piccole vie dal tracciato irregolare, ricorda molto quelle dei paesi andalusi. Centro cittadino è la piazza di Outa-el-Hammam, con tanto di fortezza e moschea a base ottagonale. Dentro la kasbah si trovano invece rigogliosi giardini. Partendo da Chefchaouen, sono molte anche le escursioni che si possono fare nei dintorni, come quella al parco nazionale di Talassemtane. Una meta fuori delle solite tappe turistiche marocchine Chefchaouen, che saprà ripagare il visitatore della sua curiosità.

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