Torino: sms tra famiglia marocchina Al cinema si scatena psicosi attentato

La psicosi attentato si è scatenata lunedì scorso in un multisala di Torino. Un cinema in via Livorno dove si proiettava il film di fantascienza Passengers si è svuotato in pochi minuti di quasi tutti i 150 spettatori presenti. Il motivo? Alcuni messaggi scambiati da una famiglia marocchina della quale facevano parte anche due giovani sordomuti. Gli spettatori li hanno interpretati come la preparazione a un imminente attacco e hanno abbandonato la sala. La proiezione è stata sospesa e il gestore ha dovuto chiamare i carabinieri.

Psicosi
«Sono situazioni che dimostrano intolleranza e la poca informazione, anche se si può capire la paura della gente», ha commentato Mohamed Jamoul, esponente marocchino della Consulta giovanile del Consiglio regionale del Piemonte.

Il fatto
«Mia figlia ci aveva regalato alcuni biglietti per un film, ma quando è apparsa una scena di nudo, essendo sordomuta e seduta in un’altra fila, mi ha scritto un messaggio WhatsApp per spiegarmi che non voleva mancare di rispetto ai suoi genitori e io le ho risposto di non preoccuparsi», dice su La Stampa Souad Ghennam, 45 anni, da quindici in Italia, la madre della ragazza sordomuta che era andata al cinema insieme ai genitori e al fidanzato italiano.

Lo scambio di messaggi ha generato il panico tra gli spettatori. «Non ho mai provato tanta vergogna. Come hanno fatto a pensare che fossi una terrorista? Solo perché porto il velo?», ha detto la donna. «Questo ormai è il mio Paese, uno dei miei figli è nato in Italia. Isis non è l’islam, sono dei folli che non c’entrano con la religione».

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