Case popolari, “stretta” per gli stranieri: Ora serve il documento dell’ambasciata

Repubblica,it – FIRENZE – Case popolari, arriva il bando. Per la prima volta è tutto on line, niente faldoni cartacei da compilare. E per la prima volta scatta pure una stretta che fa discutere: per gli stranieri che fanno domanda non basterà la sola autocertificazione, servirà un documento dell’ambasciata o del consolato del paese d’origine che attesti l’assenza di proprietà immobiliari all’estero. Nei giorni scorsi fu la sindaca di Cascina nel pisano, la leghista Susanna Ceccardi, a rivendicare la mossa, vantandosi di aver in questo modo prodotto una graduatoria per il contributo affitto col 75% di italiani e solo il 25% di stranieri. Palazzo Vecchio applica lo stesso criterio e attacca la capitale del Carroccio in Toscana:

“La sindaca di Cascina non ha inventato niente di nuovo. Quello che lei presenta è previsto dalla legge regionale del 2015 elaborata dall’assessore regionale Stefania Saccardi, e quindi dal Partito Democratico, nell’ambito della quale è previsto che per avere il contributo affitto e l’assegnazione delle case popolari non bisogna avere proprietà né in Italia né all’estero”.

Firenze ha già applicato del resto la norma anche per le domande del contributo affitto, accettando nella graduatoria provvisoria solo con riserva quelle candidature incomplete perché mancanti del certificato: nella graduatoria definitiva dei mesi prossimi, senza il documento dell’ambasciata la riserva si trasformerà in bocciatura, spiega Palazzo Vecchio. E non solo: “Come Comune di Firenze abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti, nel senso che abbiamo deciso di non assegnare il contributo affitto alle persone che sono in condizione di morosità perché per loro è previsto un altro tipo di contributo specifico, quello per la morosità incolpevole”, aggiunge Funaro.

Regole più dure insomma nel bando che uscirà il prossimo 27 settembre e resterà aperto per 60 giorni, cioè fino al 27 novembre: per la prima volta la domanda dovrà essere presentata esclusivamente on line, il che consentirà di anticipare di circa 3 mesi rispetto al passato la pubblicazione della graduatoria definitiva, che potrà così essere aggiornata ogni anno e non ogni 4 come avveniva finora. Circa 800, oltre agli appartamenti che via via si liberano, gli alloggi che Palazzo Vecchio conta di mettere a disposizione tra nuove costruzioni e ristrutturazioni nei prossimi 3 anni, così da sfoltire una listad’attesa che ad oggi sfiora quota 2.000 ma è destinata ad aumentare. Tra i criteri per la domanda stavolta ci sono anche il riconoscimento di un rilievo maggiore alla presenza di anziani e disabili, l’obbligo di avere la residenza stabile in Toscana da almeno 5 anni e un Isee dell’intero nucleo familiare non superiore a 16.500 euro annui. Chi avesse difficoltà nella compilazione on line del bando può rivolgersi alle associazioni degli inquilini come il Sunia.

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